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Biografia e cenni critici a cura di Alba Bucciarelli Attraverso la fotografia, osservando e documentando la realtà che lo circonda, Mauro Montanaro riesce a descrivere il mondo contemporaneo mostrandolo come qualcosa di puro e incontaminato, smussando in tal modo i tratti impervi della sua personalità, condivisa tra razionalità e intuizione del momento da cogliere tra magia e favola. Di certo egli è un pragmatico, ma sempre alla ricerca di una spiritualizzazione che trova fuori da sé, nelle sfumature riproposte in un fiore, in un farfalla, nei tratti somatici della gente, nel silenzio della neve o di un paese incantato, scenari che vivono fuori dal tempo, quadri dipinti da un artista, eternità di aspetti naturali che lui stesso definisce “oasi di colore e fantasia”. Ogni immagine, anche quella che potrebbe apparire come la più convenzionale, viene afferrata in un particolare stato contemplativo dall’artista, rapito via via dall’incanto, dalla purezza, dallo stupore talora primitivo e spontaneo davanti ad un mondo ancora tutto da scoprire nella sua apparente semplicità. “Io ritaglio la mia terra, la scopro e imparo a conoscerla attraverso la gente, gli usi, i costumi, le tradizioni e ancor più nei mutamenti delle epoche e delle stagioni”; meglio, la viviseziona, nel senso che la ritrae con attenta composizione, senza privarla del respiro della vita: le sue immagini vivono, le sue linee essenziali, che egli predilige, vibrano tra la terra e l’infinito, alla ricerca di una dimensione vera e incontaminata, dove l’unicità dell’uomo trova la sua ragion d’essere. |