Casalincontrada - Mauro Montanaro
scheda - metti una sera in piazza
autore scrittore Mauro Montanaro
prefazione Mario D'Alessandro
introduzione mauro Montanaro
postfazione Tommaso Tozzi
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Percorrendo il libro ... sulle tracce dell'autore.

[Cap. 1]
Ogni cosa prendeva significato dal vivere quotidiano, all'interno di una cronaca confinata. Le notizie centellinate dai due soli canali RAI non spaventavano. Il domani era ancora tutto da costruire.

[Cap. 2]
La musica sarà sempre l'unica colonna sonora di ogni epoca e la musica cambierà sempre con le mode e le tendenze, con la voglia di rinnovarsi e quella di ribellarsi.

[Cap. 3]
... ad ogni avvenimento c'era una regola appropriata, scritta da nessuno, scritta dal tempo, imposta dal ripetersi della stessa circostanza.

[Cap. 4]
Comunque eravamo uomini dello stesso paese, tra i quali s'instaurava quel tacito accordo che ci veniva inculcato dalla frequentazione, dal vivere allo stesso modo, dal conoscere gli stessi fatti.

[Cap. 5]
Ragazzate, ragazzi di una volta che non so dire bene se avessero tutto o niente.

[Cap. 6]
... tutto quello che abbiamo visto, ammirato, che ci ha estasiato con la complicità delle vacanze, a cui abbiamo assistito spensieratamente, sgranocchiando nocelle e lupini.

[Cap. 7]
... perdemmo tutti l'orientamento, così come perdemmo l'istinto, quella naturale complicità che ci portava a dare qualcosa prim'ancora di chiedere quel che avremmo voluto in cambio.

[Cap. 8]
... nell'immagine di chi li ricorda c'è immediatamente un sorriso, come a voler significare che essi traducevano la definizione di Grandi Personaggi, appartenenti ad un'epoca, rigorosamente chiusasi con la loro stessa morte.

[Cap. 9]
Ogni periodo appariva di transizione per raggiungere uno stadio differente, come il dovere di percorrere una strada di purificazione.

[Cap. 10]
(egli) è stato una lunga sosta su quel sentiero che doveva puntare avanti, arricchendosi sempre più di tesori, percorrendo io stesso un tratto insieme a lui, come una piacevole e incredibile chiacchierata.

[Cap. 11]
D7 . Djamballà - il Dio Serpente, F4 . Minuetto di Mia Martini, J8 . Pensiero dei Pooh ... sapevamo i codici a memoria. Poi c'era il biliardino, c'era il flipper, poi . niente altro, se non smicciare qualche ragazza che passava proprio per sentirsi osservata.

[Cap. 12]
... senza respiro, con i pulmini saturi che viaggiavano a velocità inferiori ai cento chilometri orari, in quelle torride estati, dove i finestrini aperti illudevano di alleviare il caldo, dove il dormire era poggiare la testa sulla spalla di un altro.

[Cap. 13]
Una ragazza è stata ingannata dal destino truccato a festa.

[Cap. 14]
... sapeva tirare fuori dai ragazzi tutto quello che avrebbero dovuto dare e, io che c'ero, ho visto ragazzi che davano più di quello che avrebbero potuto.

[Cap. 15]
Sul vecchio campo sportivo avevamo giocato insieme ed ora, invece, eravamo lì, ci guardavamo senza saper individuare il confine che divideva l'amico dall'avversario.

[Cap. 16]
Nelle piazze è rimasta quell'ultima tristezza, carte gettate distrattamente per terra, quella busta di arachidi stropicciata color rosso trasparente, i gusci sotto il tavolo, un biglietto della lotteria mai uscito.

[Cap. 17]
... le cose fatte avevano valore per la circostanza di allora e niente potrebbe essere trasposto con le medesime sensazioni perché, voltandosi alle spalle, tutto aveva un significato proprio, persino surreale, se osservato con la logica di questo nuovo e trasformato modo di vivere.

[Cap. 18]
... mio padre, che mi ha insegnato così tanto, senza mai dirmi "ti dico io cosa devi fare", soltanto facendomi un segno, un gesto, uno sguardo, sottolineando il bene che si può volere e che è impossibile dirsi adesso.

[Cap. 19]
E se fossi riuscito a sottrarre un solo momento a quella notte infausta, sapevo che avrei potuto trattenere tutti i frammenti variopinti di quelle emozioni sparpagliate, come avrebbe fatto un ladro che si riempiva le tasche frettolosamente e furtivamente di pietre preziose, in quell'attimo nascosto.

[Cap. 20]
... sia ben chiaro, nessuno si sarebbe mai tirato indietro di fronte alle zingarate notturne o alle più goliardiche passatelle. Il problema era esserci, come dire essere presenti al momento giusto, perché ogni cosa avveniva nell'istante di un pensiero impulsivo.