Casalincontrada - Mauro Montanaro
scheda - metti una sera in piazza
autore scrittore Mauro Montanaro
prefazione Mario D'Alessandro
introduzione mauro Montanaro
postfazione Tommaso Tozzi
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materiale Casalincontrada
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PREFAZIONE AL LIBRO a cura di Mario D'Alessandro

Se un amico ti dice tra una chiacchiera e l'altra, incontrandoti per strada: "Sto scrivendo un libro. Un libro tutto mio, particolare, mi faresti la prefazione? Vorrei che fossi tu a farmi la prefazione e dimmi se vale la pena pubblicare questo mio scritto", potete dire di no?

Così è accaduto con Mauro Montanaro, con una laurea in architettura, fotografo per passione, apprezzato grafico pubblicitario di professione, originario di Casalincontrada, "lu Casàle" per i chietini, ma trapiantato nel capoluogo a pochi passi dal campus universitario dell'Ateneo "G. d'Annunzio" di Madonna delle Piane.

Mi ha fatto avere un mercoledì d'agosto il dattiloscritto, accuratamente avvolto in una grossa busta bianca e mi ha rinnovato la richiesta. "Ci sentiamo lunedì", appena cinque giorni di tempo.

Ho dedicato parte della mattina di giovedì e di venerdì alla lettura e venerdì pomeriggio non ho potuto smettere di leggere, ultimando il manoscritto, finito quando già cominciavo ad assaporare chissà quali altre storie del paese di Cesare De Lollis, a dodici minuti da Corso Marrucino, antico feudo della Contea Teatina, quando comandavano i Vescovi Conti e, poi, luogo di residenza stagionale delle famiglie patrizie e benestanti di Chieti cosi come Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina. Come a dire una parte integrante del territorio di Chieti, un'appendice di eventi storici che hanno sempre fatto parte del gran libro della storia cittadina.

Se state leggendo questa prefazione vuol dire che al termine della lettura del dattiloscritto ho scoperto che Mauro, oltre a saper comunicare con le sue fotografie, che mi auguro continuino ad essere presentate in mostre ed esposizioni, riesce a dire quel che sente anche con lo scritto, pur se afferma di non essere uno scrittore di professione.

Mi sono ritrovato a percorrere con lui un viaggio a ritroso nei ricordi, tra la nostalgia di una giovinezza spensierata, ma di grande formazione culturale e morale, e la voglia di mitizzare episodi e personaggi di un paese nel quale non ci si riconosce più, ma che si vorrebbe ritrovare come un tempo, come quando ci si sentiva protagonisti, capaci di confondersi senza fingimenti in un coro, come voce tra tante, da cui scaturisce l'armonia del vivere insieme in una comunità paesana.

Leggendo il resoconto, a colpi di flash di una immaginaria macchina fotografica, mai dimenticata da Mauro Montanaro, si scopre la tenerezza di un mondo in cui contavano ancora i sentimenti. Corali anch'essi.

E non importa se il racconto avviene con il presente storico o l'imperfetto della memoria o il futuro di fatti di cui già si conosce e lo sviluppo e l'esito nel tempo: l'importante è sentirsi consapevoli, nella narrazione, come se una sorta di lanterna magica, regista segreto un Federico Fellini di "Amarcord" , ci trovassimo a vivere i giorni magici di Mauro nella "sua" Casalincontrada. Nei suoi vicoli, nelle sue contrade, nella sua piazza, centro di un universo nel quale è facile ritrovarsi con tutti i protagonisti del racconto ("Forse, troppa di questa memoria è laggiù, in fondo a via Orientale, dove da sempre sorge il cimitero e dove i veri protagonisti di questo suggestivo viaggio, riposano in una nostrana "Spoon River" , ha scritto l'Autore nell'Introduzione) e avvertire quasi una segreta voglia di essere stati uno di quelli che animarono i vicoli, le contrade, la piazza.

Mauro, forse inconsapevolmente ha descritto anche un "viaggio di iniziazione" alla vita, ripercorso nell'età matura con la consapevolezza già acquisita dell'esistenza e con un bagaglio di esperienze in grado di far capire, a distanza, fatti e cose vissuti senza la dovuta riflessione, proprio dell'età giovanile.

Così scoprirete il paese delle Orchestre Malandra e Salvatore, dei fuochi d'artificio, delle luminarie festaiole, della pupa, che hanno allietato e divertito le piazze delle feste patronali di tutto l'Abruzzo e di mezza Italia; personaggi e storie incredibili, un "dietro le quinte", che una volta svelato, fa acquisire al racconto l'interesse di una storia collettiva, che non può lasciare indifferente anche chi non ha diritto di appartenenza al paese, ma sente di poterlo guadagnare e acquisire.

Tra le pagine potrete incontrare Sandra Milo, moglie del dottor Ottavio De Lollis, che trascorrendo alcune estati nella Villa De Lollis, è divenuta casalese, andando per i negozi, per il mercato, allacciando amicizie con semplicità e spontaneità genuine. O Tonino d'Italia, Antonio Grosso, allenatore della squadra locale di calcio, S.S. Casalincontrada, padre di Fabio, campione del mondo di calcio del 2006 a Berlino e tante altre figure e personaggi comparsi nelle cronache locali e nazionali.

Giochi delle carte, passatelle favolose, "sbattarello" pieno di insidie, calcio prima avventuroso e poi praticato da ben due squadre paesane S.S. Casalincontrada e U.S. Roseda, con una cronaca del "primo derby" tutta da leggere, per avvertire i sentimenti che animano la scrittura di Mauro Montanaro.

Si può parlare, allora, di un "dietro le quinte" di un intero paese, che è alle porte del capoluogo, di cui ha condiviso e condivide da sempre vicende ed eventi, più volte finito nella cronache cittadine. Nel "viaggio ricordo" di Mauro si ritrovano fatti, storie, episodi tragici dei quali sono stato cronista (42 anni passati nella Redazione di Chieti del quotidiano "Il Messaggero" mi consentono di ricordarli ancora), accorgendomi, purtroppo, di aver scritto resoconti incompleti, aridi, come ogni cronaca, perché privo dei sentimenti di partecipata emozione che rendono vivo il racconto.

Non è possibile "correggere" quanto scritto, se non rilevare qualche voluta divagazione nel rispetto temporale dei verbi: presente, imperfetto, futuro, dovuti alla foga precipitosa dei ricordi che si accavallano l'un l'altro, facendo perdere agli episodi i contorni precisi di date e riferimenti storici, per immergere i protagonisti nell'atmosfera di un mondo tra il reale e il surreale, nel quale non c'è alcuna separazione tra chi sta ancora nella piazza e chi invece l'ha lasciata temporaneamente per collocarsi in Via Orientale in attesa di un non improbabile ritrovarsi generale, chissà quando, chissà dove, con lo stesso nostalgico ricordo di giorni favolosi e indimenticabili, pur nel succedersi di pene e gioie, di un'esistenza in cui contavano l'amore, l'amicizia, la generosa disponibilità verso gli altri disinteressata e senza alcuna necessità di contraccambio.

L'Autore ha ricreato, in venti capitoletti, un mondo che non potrà essere mai mutato anche se, come dice la citata canzone di Mimì Malandra: "Lu Casale s'à cagnàte 'nz'arichinosce cchiù" . Sottotitolo melodioso e motivo musicale conduttore del viaggio a ritroso di Mauro Montanaro. Da leggere e conservare tra le testimonianze preziose dell'amore per il proprio paese natio e le proprie radici.