Casalincontrada - Mauro Montanaro
scheda - metti una sera in piazza
autore scrittore Mauro Montanaro
prefazione Mario D'Alessandro
introduzione mauro Montanaro
postfazione Tommaso Tozzi
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Antonella (il modesto parere di un'amica)
Righe scritte con consapevole maestria e sentimento che coinvolgono l'animo di chi conosce già le storie e portano a vivere le medesime sensazioni per chi, invece, estraneo a vicende, posti e persone ivi raccontate. Ho rivissuto, personalmente, forti, intense Emozioni!

Mario D'Arcangelo
Mi decido finalmente a scriverti per ringraziarti, come faranno sicuramente in molti, di questo regalo incomparabile che hai fatto al nostro paese: "Metti una sera in piazza".
Si tratta di un lavoro singolare che giunge direttamente al lettore e tocca tutte le corde del nostro essere, come la memoria, il senso inalienabile dell'attaccamento alle radici, l'amore per l'appartenenza ad una comunità. Prende la mente e il corpo, l'insieme che ci delinea così come siamo apparsi e come ci siamo espressi in questo angolo di mondo e in quel momento storico irripetibile.
Formidabile: hai saputo coniugare l'arte dello scrivere con quella fotografica in una simbiosi che affascina fino a farti sfogliare subito tutto il libro, senza lasciare una pagina, talchè l'immagine ti porta allo scritto e viceversa. Altra caratteristica importante: l'opera non sa di letterarietà e nello stesso tempo è letterario nel senso che si ricollega alla migliore tradizione del nostro parlare e scrivere in italiano.
Queste sono le mie prime impressioni, ma il tuo lavoro si presta ad una più completa e meditata analisi che, sono certo, verrà da più parti.
Ricordo quando mi regalasti il tuo primo scritto "Come il primo incontro di parole confuse" che lessi con interesse e conservo con cura tra i miei libri. Non ebbi modo di dirti che lo trovai subito interessante e particolare nella sua novità formale e per la quantità di messaggi e di sentimenti, evidentemente scaturiti da uno spirito sensibilissimo. Non so se dopo hai fatto ancora poesia ma sarebbe auspicabile dare un seguito a quella tua sicura vena artistica.
Io con estremo ritardo ti accludo il mio "Senza tempe". Ho sempre sperato di potertelo dare di persona ma ti ho visto rarissimamente e di sfuggita, anche se il mio temporeggiare nei tuoi confronti mi fa chiederti scusa.
L'intento di questa raccolta fu di documentare, ma di dare anche valore di lingua alla nostra parlata, quella dei nostri nonni e dei nostri genitori, assumerla come mezzo d'arte e dimostrare che con essa si potesse fare anche poesia di sentimenti e non solo bozzetto, umorismo di maniera e poesia popolare. Spero di esserci riuscito e comunque ci proverò ancora.