Casalincontrada - Mauro Montanaro
scheda - metti una sera in piazza
autore scrittore Mauro Montanaro
prefazione Mario D'Alessandro
introduzione mauro Montanaro
postfazione Tommaso Tozzi
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Roberta Riccardo e Martina Colalongo
... il pensiero di essere pensati è gia di suo immortale ... pensa l'essere ricordati tra le parole silenziose di un libro ... complimenti per ciò che hai scritto ... e grazie per la grande stima che avevi per Carlo, o meglio per il nostro "Calogero"... ti ringraziamo di cuore

Gino Melena
"Metti una sera in Piazza" è stato per me un regalo, gradito quanto imprevedibile: dopo averlo letto d'un fiato e guardato con comprensibile malinconia le suggestive immagini, sono ripartito daccapo, percependo la dolcezza dei ricordi e la novità di significativi avvenimenti, da me non vissuti per lunga assenza da Casale. La ringrazio ed esprimo vivo compiacimento per la testimonianza di notevole spessore, umano e letterario, quasi una nuova antologia di Spoon River in prosa, come appunto definisce il Suo lavoro. Lei, che riesce a creare proficua partecipazione tra la sua sensibilità e quella dell'obiettivo, usato con delicata disinvoltura, dichiara di "non essere scrittore di professione", giustamente in senso letterale, ma io rilevo che possiede ed applica magistralmente gli ingredienti e le risorse del professionista. "Metti una sera in Piazza" è, per me, prodotto genuino di arte aliena da inutile retorica: ergo, Lei ha il dovere, verso se stesso e gli altri, di provarci ancora per andare avanti. Grazie, architetto, anche per l'opportunità di approccio con personaggi da me non conosciuti, datami dalla lettura del Suo pregevole lavoro: ora tutta la comunità casalese mi appartiene compiutamente. Spesso, nel cimitero, mi soffermo a rivivere, con quanti in vita da me conosciuti, momenti ed episodi indelebili nella mia mente; ora, se la nostalgia sopravviene, ho una possibilità in più per avviare un dolce dialogo con la gente delle mie radici: aprire e sfogliare la Sua preziosa opera. Mauro, consentimi di concludere questa riflessione con la più confidenziale, paternamente affettuosa, seconda persona singolare, per evidenziare la specificità dei tuoi sentimenti, quando tratteggi lo smarrimento e la disperazione di chi resta ad interrogarsi sul mistero della vita, ancor più se l'evento attiene a giovani vite spezzate. Un'ultima, struggente impressione: il pianto degli strumenti, che, disperati, dialogano mentre accompagnano il musicante all'ultimo viaggio in via Orientale: quanta commozione al ricordo di quelle note!